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FONTANELLATO, LA CITTÀ

FONTANELLATO (Funtanlè in dialetto parmigiano) è un comune italiano di 7.012 abitanti della provincia di Parma in Emilia-Romagna. Fontanellato è stato insignito del riconoscimento “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano e dei titoli di “Città d’Arte e Cultura” e di “Cittaslow – Città del buon vivere e della buona tavola”.

LA STORIA

Il territorio corrispondente all’odierna Fontanellato fu abitato già durante l’età del bronzo, come dimostrato dagli studi compiuti daLuigi Pigorini alla fine del XIX secolo. [4] Successivamente il territorio fontanellatese fu colonizzato dai Romani. Il toponimo Fontanellato deriva verosimilmente dal medioevale “Fontana Lata” (fonte estesa), con riferimento ai fontanili, sorgive naturali di pianura che si osservano ancora oggi nella Bassa parmense; lo stesso fossato d’acqua, tuttora presente intorno alla Rocca Sanvitale, è da associare a tali fenomeni sorgivi. Una massiccia bonifica avvenne poco dopo l’anno 1000 ad opera dei monaci cistercensi della poco distante abbazia di Fontevivo. A partire dal 1100, Fontanellato si viene a trovare al centro delle lotte tra i nascenti Comuni, lungo la via Emilia. Già a partire da questo periodo si ha traccia della presenza del castello. [4] Infatti, la fondazione del castello può essere fatta risalire all’anno 1124, con la costruzione della prima torre difensiva da parte dei Pallavicino.[5] Nel 1145 Fontanellato viene ceduto al Comune di Piacenza da parte di Oberto Pallavicino. Dopo una serie di passaggi intermedi, Fontanellato viene ceduto ad Antonio Sanvitale nel 1386. La famiglia Sanvitale legherà il proprio nome a quello di Fontanellato per più di cinque secoli: solo nel 1948 Giovanni Sanvitale vendette il castello all’amministrazione comunale.[6] L’ente comunale lo ha sottoposto a restauro e ne ha fatto un importante polo di attrazione turistica, promuovendo fiere, mostre e manifestazioni varie.
L’ECONOMIA

Il paese fonda la sua economia sulla produzione agricola, specializzata in cereali, foraggi, pomodori; la coltivazione è favorita da terreni particolarmente fertili e irrigui, nonché da una alta meccanizzazione del lavoro. Allo stesso modo la produzione di latte alimenta il settore dell’industria alimentare, in particolar modo casearia con stabilimenti di parmigiano reggiano e salumifici.

LA CUCINA

Tipicità di questo territorio sono soprattutto i salumi, il culatello e la spalla cotta, e i tortelli, alle erbette e alla zucca. Piatti tipici sono anche: bomba di riso con piccioni, riso alla parmigiana, anolini e cappelletti, trippa alla parmigiana, anatra e faraona arrosto, lepre in salmì, coniglio alla cacciatora, scaloppe alla parmigiana, crostate di frutta e zabaione.

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