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LE SORELLE DI CENERENTOLA

L E S O R E L L E D I C E N E R E N T O L A

Produzioni - Le Sorelle di Cenerentola
Produzioni - Le Sorelle di Cenerentola
Produzioni - Le Sorelle di Cenerentola

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…Ogni storia ha un suo piede ed ogni piede ha la sua scarpa bella o brutta che sia. Giusto? “I sogni son desideri…”cantava una canzone poco distante dal nostro racconto.

Allora si può anche desiderare la scarpa giusta al momento giusto per cambiare la propria vita, per trovare il proprio principe, per poter raccontare la propria storia d’amore, oppure solamente la propria storia. L’amore però è sempre meglio che ci sia e le scarpe pure.

con Beatrice Baruffini e Agnese Scotti
elementi scenici di Sonia Menichelli
tecnica e progetto luci Erika Borella
drammaturgia, voce e regia Carlo Ferrari
produzione Progetti&Teatro

Se poi le scarpe sono quelle giuste, quelle che vanno bene per i nostri piedi allora i sogni si avverano e le storie d’amore pure. Come quella di Cenerentola, piede giusto nella scarpa giusta al momento giusto e principe assicurato.

Se tutto fosse così facile non ci sarebbero due sorelle o sorellastre rimaste a casa dopo la partenza dell’amata sorellina o sorellastra a mordersi i piedi senza le scarpe.

Anche a loro sarebbe piaciuto calzare quella scarpina, si il modello Cenerentola, che non gonfia i piedi, che ti fa volare!…che ti fa raccontare!…che ti fa innamorare!

Ma..:! Una scarpa può fare tutto questo oppure anche altre scarpe possono farci stare bene?…
Insomma per non fare differenze ogni storia ha un suo piede ed ogni piede ha la sua scarpa, bella o brutta che sia. Giusto!

Questa è una storia che è iniziata tanto tempo fa.

C’era una volta Cenerentola, che visse per sempre felice e contenta.

Chissà che fine avrà fatto Cenerentola? Sicuramente una lieta fine.

A meno che…si, a meno che Anastasia e Genoveffa non l’abbiano tagliata a pezzettini per l’invidia.

Questa, è una storia che inizia oggi.

Ci sono Anastasia e Genoveffa, cattive, brutte, rancorose. Ma soprattutto…scalze.

Aspettano di avere anche loro, come Cenerentola, una scarpetta da indossare.

Anzi, vogliono la stessa scarpetta della sorella. Vogliono essere eleganti come lei, belle come lei, vogliono lo stesso principe di Cenerentola.

La sorella diventa una bambolina voodoo da pungere e pizzicare. Viene derisa e presa in giro. E una gran cattiveria le porta a desiderare pensieri così brutti, che forse solo in teatro si possono urlare. Ma ogni piede è diverso dagli altri. Ogni piede ha la sua scarpetta. Alcuni la trovano prima, altri l’aspettano per la vita intera, per altri forse non arriva mai.

Quel che importa è cercarla sempre, desiderala, sognarla, e non arrendersi mai.

E chissà quante scarpette più belle di quelle di Cenerentola ci sono in giro.

Bisogna solo tenere gli occhi ben aperti, o forse…bisogna chiuderli, perché i sogni si avverino.

RECENSIONI:

Le scarpe come metafora di una felicità su misura? Perché le calzature cambiano per forme, linee, colore… e per numero naturalmente! Quale disagio quando le scelte sono sbagliate! Troppo strette – o inadeguate alla situazione, inadatte a chi le calza.. E’ forse questo I’errore di Anastasia e Genoveffa, le sorelle di Cenerentola? Credere che anche loro devono aspettare l’amore, il principe azzurro, quale meta delle loro vite? E: come è possibile senza le scarpe? Perché nella loro immaginazione è quello il simbolo di passaggio, l’elemento indispensabile per le successive tappe e lo scopo ultimo, l’ happy end…

Molto divertente “Le sorelle di Cenerentola”, lo spettacolo presentato al Teatro di Fontanellato, ilari, coinvolgenti le protagoniste Beatrice Baruffini e Agnese Scotti, drammaturgia e regia di Carlo Ferrari, che è anche la voce del regista che interviene a tratti nel gioco di finzione dentro/fuori il palcoscenico. Tutto lo spettacolo si rivela colmo di brio, una speciale allegrezza che nasce in particolare dal fresco accordo, intelligente, colmo d’energia delle due protagoniste, un affiatamento di teatro danza di passi comuni, di sfide giocose… continuando a litigare! Cattivo carattere le sorelle di Cenerentola; questo del resto lo ricorda bene anche la favola…

dalla recensione di Valeria Ottolenghi per la Gazzetta di Parma