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L'URNA DELLA MAMMA

L' U R N A D E L L A M A M M A

Produzioni - L'urna della mamma

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Due fratelli strani, diversamente disturbati, con proprie fissazioni.

Astio non ha mai lavorato nella vita, ma ama giocare a carte e ha sempre bisogno di soldi. Tecla sembra abbia conquistato una propria autonomia lontano da lì – e la sua nuova passione è ora il gospel...

di e con Carlo Ferrari e Franca Tragni
elementi scenici Sonia Menichelli
tecnica e progetto luci Erika Borella
voce registrata Paolo Rossini
residenza artistica Teatro di Fontanellato
produzione Progetti&Teatro

Momenti di vita familiare. Un fratello (Astio Sozzi) e una sorella (Tecla Sozzi) che si ritrovano dopo tanto tempo. Il loro rapporto già incrinato risulta subito incerto, traballante e privo di verità e sincerità.

Da qui si sviluppa un racconto che sembra sin dall’inizio faticoso da sostenere soprattutto per il fratello Astio, padrone di casa e gran cerimoniere di tutta la vicenda. Una situazione avvolta da un mistero, come misteriosi e non chiari sono i trascorsi della famiglia Sozzi. È un drammatico evento familiare a fornire l‘occasione di scoprire qualcosa della storia di questi due personaggi quando, dopo la morte della madre, Tecla torna a casa, e i due fratelli si ritrovano soli con l‘urna contenente le ceneri della defunta genitrice.

Fino qui la vicenda narrata ne L’urna della mamma sembra drammatica, ma in questa storia tragicomica dai risvolti noir i due personaggi creati e interpretati da Franca Tragni e Carlo Ferrari, riescono a sdoganare, con la consueta inconsapevole leggerezza, anche la morte. Scomparsa in circostanze misteriose, la mamma viene presentata a Tecla in un’urna già sotto forma di ceneri; Astio, pedante, pignolo e paranoico, dopo aver assistito la madre negli ultimi anni della sua vita, ha infatti provveduto in fretta e furia al disbrigo delle faccende più impegnative, dalla cerimonia funebre alla cremazione, esaudendo pedissequamente la volontà materna della quale è l‘unico depositario.

Ora, insieme a Tecla, deve ultimare i dettagli. La semplice stesura di un necrologio, il problemi del testamento, la casa e la firma di un misterioso atto notarile, bastano a risvegliare gli strampalati e inquietanti ricordi d’infanzia dei fratelli e ad alimentare i contrasti fra i due, fra esilaranti battibecchi, perfide ripicche e comiche ritualità.

La nuova produzione di Progetti&Teatro, non è solo una tragicommedia in cui ridere della morte è un modo per esorcizzarla, ma è anche l‘esemplificazione, piena di humor, della massima “parenti serpenti“, dove quelle che sembrano le cristalline ingenuità di due fratelli borderline, celano consapevoli disegni ben più perfidi e maligni...

RECENSIONI:

E ci sono state numerose onde di risate tra il pubblico... malgrado allinizio il momento sembri piuttosto degno di commosso coinvolgimento: è morta la mammaTuttavia, pur sulle note del Requiem davvio, bastano i primi gesti rituali di Astio  e lingresso di Tecla! a suscitare ilarità, a creare un bel clima di attesa/sorpresa proprio degli spettacoli comici meglio riusciti.
Esilaranti alcuni tormentoni. Due fratelli strani, diversamente disturbati, con proprie fissazioni. Astio non ha mai lavorato nella vita, ma ama giocare a carte e ha sempre bisogno di soldi. Tecla sembra abbia conquistato una propria autonomia lontano da lì – e la sua nuova passione è ora il gospel... Ma non si vuole dire di più, lasciare che il pubblico possa ridere anche con il gusto dellimprevisto.

dalla recensione di Valeria Ottolenghi per la Gazzetta di Parma