• Teatro Fontanellato - Parma - Vada Per il Contratto - BAnner

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PROGETTI&TEATRO

E NIENTE… VADA PER IL CONTRATTO A CHIAMATA

IN SCENA SABATO 7 APRILE alle ore 21

di e con Franca Tragni
adattamento drammaturgico e regia Carlo Ferrari
elementi scenografici Donatello Galloni – Tribù del Cucù
produzione Progetti&Teatro

“Sto lavorando per voi…, per il bene del mondo. Non è cosa facile. Ho appena iniziato. I problemi sono tanti, come le responsabilità. Ho bisogno di tempo per riflettere. Mi farò viva appena possibile”

Una nuova avventura teatrale per la signorina Tecla Sozzi, in continuo dialogo con l’Onnipotente che ormai un po’ esaurito e stanco chiede un’ aspettativa e sceglie proprio lei, Tecla Sozzi, per sostituirlo.

Molti i rifiuti, per impegni vari e troppa responsabilità della designata Sozzi e molte le continue insistenze di Lui, che sembra fidarsi solo di lei, per un compito così divino. Un dialogo continuo, a senso unico, verso quella voce che sente solamente Tecla che di voci se ne intende, dopo essere stata contattata da altre presenze spirituali… Atea convinta si chiede perché proprio a lei quella chiamata e quell’insistenza soffocante di richiesta d’accettazione. Nemmeno il luogo isolato dove si era rifugiata per distogliersi da quella Voce è servito per avere la privacy che aveva chiesto. Sembra non mollarla più, sembra davvero avere bisogno di lei, di questo personaggio quasi ultimo, solo, goffo, problematico, disagiato, ma pieno di umanità, di verità. Forse…alla fine, per il periodo di aspettativa potrebbe decidere davvero di diventare Dio… Potrebbe…!

Forse …gli ultimi, saranno primi e i primi ultimi… Forse!

RECENSIONE

Gazzetta di Parma (Valeria Ottolenghi)

Si era amata la Tecla di Franca Tragni sin dal primo incontro, insieme maschera e personaggio, una figura femminile ben definita nel camuffamento dell’interprete, cuffia di lana, capelli arruffati ai lati, occhiali spessi da miope, nella postura, il modo di tenere le dita un po’ aperte e rigide, le sue arrabbiature e il modo di riflettere, le mani dietro la schiena, una sorta di candore che rendeva pos-sibili magnifiche intuizioni, smarrita e caparbia, insieme al di qua e al di là delle normali convenzioni sociali. La Tecla però, pur restando sempre se stessa, stratifica esperienze, fedele sì ai suoi schemi di comportamento ma in grado nello stesso tempo di evolversi e, quasi suo malgrado, di offrire profondità nell’affrontare la vita, sempre molto, molto complicata. Davvero formidabile maschera e personaggio la Tecla, capace di far ridere per quel suo insieme di caratteristiche, goffa e buf- fa, ma anche di reinterpretare il mondo, di svelarlo attraverso la sua lettura ingenua e sprovveduta, il suo pensiero coraggioso, esplosivo, proprio perché libero, in qualche modo ribelle. E ora anche di notevole valore drammatur gico, ha debuttato al Teatro di Fontanellato la nuova tappa della Tecla/ Franca Tragni: esilarante, uno scoppiettante susseguirsi di battute «E niente… vada per il contratto a chiamata», regia di Carlo Ferrari, ricco di sorprese, intelligente, un continuo felicissimo ondeggiare tra fastidi terreni e questioni metafisiche, vere piroette tra dubbi filosofici e piccoli problemi della quotidianità.

Per esempio: come aggiustare la bicicletta se manca la chiave del 12? Ma intanto la Tecla deve arrivare a rispondere a Dio, che ha chiesto proprio a lei di sostituirlo per un certo periodo (quanto lungo? difficile poter conteggiare esattamente un frammento di eternità!). Tanti i tormentoni, le situazioni che ritornano, in questo dialogo con l’Essere supremo, che è però forse solo una nuova voce che abita la mente della Tecla, come era già accaduto con Sant’Agostino (quell’ossessione sul tempo!), con Sant’Antonio che tanto amava gli animali (e lei era riuscita a raccoglierne di vario genere) e Santa Caterina da Siena: allora le erano venute le stigmate come a Padre Pio! Diversi i ricoveri: la Tecla è consapevole di questo rischio e, assai ragionevolmente, ha deciso un luogo isolato per quel dialogo con Dio che, così a lei sembra, sta realmente soffrendo di una grave depressione! Inutili i consigli! Lui vuole proprio prendere un’aspettativa! Lungo questa trattativa molteplici i temi attraversati, tra le molte perplessità di Tecla e le numerose fulminanti battute, dai servizi sociali a Branduardi, le campane tibetane, il tofu e i comandamenti alternativi… e ancora e ancora. Tantissime le risate tra il pub- blico che affollava il teatro. Ma: accetterà infine quel ruolo di massimo prestigio la Tecla? «Che Dio me la mandi buona!». Al termine un vero trionfo di applausi: meritatissimi!