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ATIR Teatro Ringhiera – Teatro Metastasio di Prato

UTOYA

IN SCENA il 24 MARZO alle ore 21:00

di Edoardo Erba
con Mattia Fabris e Arianna Scommegna.
luci Roberto Innocenti
regia Serena Sinigaglia
testo Edoardo Erba

con il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia in Italia

Voci teatrali – Compagnie e artisti incontrano il pubblico.
Sabato 24 marzo alle ore 17:00 incontro con Arianna Scommegna e Mattia Fabris, presso Biblioteca Comunale di Fontanellato in via Pozzi Donnino 1/b, Fontanellato (PR). Prima degli spettacoli serali a partire dalle ore 19 aperitivi teatrali presso Bar la Bisboccia e la Botola del Teatro.

“Scrivere un testo su quanto è avvenuto a Utoya, in Norvegia, nel 2011 è un’impresa impegnativa. Il Teatro non è il luogo della documentazione e dell’informazione in primis, è la sede di una riflessione. E la riflessione su un avvenimento del genere sconcerta: non è un gesto di follia, ma contemporaneamente lo è. Non è cospirazione politica, ma contemporaneamente la è. Non è un esempio di inefficienza dei sistemi di difesa, e tuttavia lo è. Non è un caso di occultamento dell’informazione, però lo è…

“Quando ero un ragazzo e aprivo il giornale avevo una griglia, forseun po’ rozza ma funzionale, per classificare quel che succedeva. Pareva che in tutto il mondo alcune semplici categorie bastassero per inquadrare un avvenimento, e dessero la possibilità alle persone di trovare un modo per reagire. Ma dopo il 1989 il mondo è diventato un posto molto più complicato da interpretare, e dopo il 2001 capire un evento è come entrare in un labirinto. Ciò che il Teatro, anzi la mia scrittura teatrale, può fare dentro questo labirinto è trovare dei personaggi che lo percorrano e che ce lo restituiscano attraverso il filtro della loro personalità e dei loro rapporti. Così con Arianna, Mattia, Serena e Luca, compagni in questa avventura, abbiamo scelto di tornare là, in Norvegia, quel terribile 22 luglio del 2011, a osservare tre coppie coinvolte in modo diverso in quello che stava accadendo. Attraverso di loro ho spalancato una finestra di riflessione, che se non ci da tutto il filo per uscire da quel labirinto, per lo meno a sprazzi, ne illumina alcune zone oscure con la luce della poesia.”

Edoardo Erba

 

RECENSIONE

Giornale.it
“Edoardo Erba in sorprendente maturità stilistica ci consegna un testo doloroso e incalzante.”

Hystrio (Renzo Francabandera)
“L’espediente drammaturgico funziona anche grazie alle notevoli interpretazioni – ma non è una novità – di Arianna Scommegna e 
Mattia Fabris. […] Una inquietantissima bolla capace di spiegare molto bene il tema in discussione.”

Sipario.it (Sara Bonci)
Che cosa farebbe il governo se scoprisse che il tuo vicino di casa è un terrorista? Fingerebbe di non crederci, darebbe la colpa agli stranieri, all’immigrazione di massa. E se fosse bianco, biondo e cristiano? Forse farebbe in modo che tutti se ne dimentichino. Quattro anni fa, solo quattro anni fa, la Norvegia sotto attacco. Un giovane norvegese fa esplodere una bomba al quartier generale della città di Oslo per depistare il governo e far crede che si tratti di un attentato islamico. Quindi si reca armato e inosservato all’isola di Utøya, dove c’è in corso un campus per giovani laburisti, e inizia a sparare sulla folla. Li ammazza uno dopo l’altro, con lucida freddezza, senza che nessuno glielo impedisca e corra in aiuto di quei ragazzi che sono lì per una fede che neanche capiscono fino in fondo. Dieci, undici, ogni minuto è una vittima in più, ottantatré, ottantaquattro. Alla fine di quella calda e maledetta giornata di estate i morti ammontano a novantuno. La polizia finalmente arriva nell’isola e l’attentatore si fa catturare senza opporre resistenza. Un gesto di un uomo che si proclama simpatizzante della polizia e orgoglioso di aver “fermato i danni del partito laburista”.

Particolarmente legata a questa tragedia, in Italia entrata presto nel dimenticatoio, Serena Sinigaglia ha scelto di partire dal libro di Luca Mariani,Il silenzio sugli innocenti, per raccontare la verità su questo massacro. Accanto alla regista milanese, Edoardo Erba ha curato il riadattamento teatrale realizzando un testo a più personaggi sebbene in scena gli interpreti siano solo due. “Ciò che il Teatro, anzi la mia scrittura teatrale, può fare dentro questo labirinto è trovare dei personaggi che lo percorrano e che ce lo restituiscano attraverso il filtro della loro personalità e dei loro rapporti” afferma il drammaturgo. Arianna Scommegna e Mattia Fabris si calano dei panni di una coppia di sposi in crisi per aver mandato la figlia al campo estivo per laburisti; di due fratelli emarginati che vivono in campagna a ridosso della casa dell’attentatore; di due poliziotti in servizio durante il massacro. Passano da una storia all’altra, da un corpo all’altro, senza tanti escamotage, ma curando nei minimi dettagli la voce, la gestualità, l’espressività di ogni personaggio in un delicato esercizio da attore. Il palco del Teatro Magnolfi di Prato rappresenta il luogo di entrambi gli attentati: coperto da ceppi di legno, come poteva essere l’isola, e da un tappeto di detriti e schegge di vetro, come le strade attorno agli uffici governativi di Oslo. Nell’aria si addensa una nebbia fitta, come a nascondere tutto quello che è meglio omettere.