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Produzioni - Occupato

PROGETTI&TEATRO

OCCUPATO

viaggio tragicomico alla scoperta di un grande tabù sociale: l’incontinenza urinaria
Progetto artistico realizzato per l’associazione AVI-Emilia Romagna onlus.

IN SCENA il 18 NOVEMBRE alle ore 21:00 

di Carlo FerrariFranca Tragni
con Franca Tragni
e la partecipazione di Carlo Ferrari e Francesco Vecchi
tecnica e luci Erika Borella
scenografia Roberto Barilla
elementi scenici Sonia Menichelli
regia Carlo Ferrari
produzione Progetti&Teatro

 

Voci teatrali – Compagnie e artisti incontrano il pubblico.
Sabato 18 novembre ore 17.45 incontro con Franca Tragni e Carlo Ferrari, presso Biblioteca Comunale di Fontanellato in via Pozzi Donnino 1/b, Fontanellato (PR). Prima degli spettacoli serali a partire dalle ore 19 aperitivi teatrali presso Bar la Bisboccia e la Botola del Teatro.

Uno spettacolo scritto e messo in scena seguendo un registro comico e riflessivo che affronta l’incontinenza urinaria seguendo un istinto umoristico semplice e spontaneo, ironico e veritiero, che barcolla tra il “non ci avevo mai pensato” di coloro che non hanno alcun disturbo e la vergogna di chi lo subisce quotidianamente in silenzio.

Una donna in scena apparentemente “sola, abbandonata in landa desolata”.

Così canta anche Manon Lescaut, nell’opera pucciniana, così si sente la protagonista in Occupato. Uno spettacolo teatrale che mette a nudo un disagio, quello dell’incontinenza urinaria che raggiunge numeri importanti ed è per questo che non si può e non si deve trascurare, ma si deve avere la forza ed il coraggio di parlarne, abbattendo quei soliti tabù che molto spesso nascondono la semplice normalità.

E allora il teatro si propone come arte della comunicazione sociale e l’Associazione Avi Emilia Romagna onlus ha voluto che l’incontinenza urinaria fosse messa in scena, fosse rappresentata, fosse interpretata, attraverso parole, azioni, musica, poesia… attraverso il teatro.

Così nasce questo viaggio tragicomico, scritto dagli stessi interpreti che vede protagonista l’attrice Franca Tragni, accompagnata in scena e alla regia da Carlo Ferrari, che conduce gli spettatori con la sua poetica ed attenta sensibilità comica, alla scoperta di questo mondo fatto di “piccole gocce”, di incertezze, odori, rinunce, privazioni, solitudini.

Così partendo da una semplice “goccia” si arriva al mare e ci si accorge che la secca non é poi così lontana. Si chiude una porta, si gira il chiavistello. Occupato!

Appena si riapre ci si guarda intorno e ci si sente più coscienti e liberi, comunque e dovunque.

Uno spettacolo che percorre le tappe classiche di chi vive questo disagio, ma cerca di dare anche consigli, cerca di dare qualche risposta, ma soprattutto coraggio, cercando attraverso una comicità sempre misurata di trovare quei risvolti che possono abbattere paure e distanze.

Niente è dato per scontato e lo spettacolo cambia registro innumerevoli volte; realtà, finzione, grottesco, assurdo, emozione, comicità, metateatro, poesia e speranza. Ingredienti che si rincorrono in un ritmo che sembra non trovare sosta, nemmeno per poter andare in bagno. Tre porte delimitano una scena che si riempie di volta in volta di presenze, oggetti che arricchiscono una drammaturgia variopinta ed in continuo movimento. Piacerebbe sicuramente parlarne di più, ma si vuole non dire e svelare più nulla dello spettacolo che tutti dovrebbero vedere, perché nel “club” prima o poi, forse, ci ritroveremo e smarriti ed abbandonati, vagheremo “per landa desolata”, alla ricerca di un “cesso”.