• QUI CITTA' DI M. A.T.I.R. Teatro Fontanellato Parma

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QUI CITTA' DI M. A.T.I.R. Teatro Fontanellato Parma
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COMPAGNIA ATIR

QUI CITTÀ DI M.

IN SCENA il 2 DICEMBRE 2017

con Arianna Scommegna
di Piero Colaprico
regia Serena Sinigaglia

produzione Compagnia Atir

Qui città di M. è un monologo per sette personaggi scritto ad hoc su Arianna Scommegna da Piero Colaprico. Qui città di M. siamo noi, le nostre paure, il grigio dell’asfalto, i fantasmi di chi non c’è più, la paura del diverso, del traffico, della bomba, dello smog, del buio, il disagio di chi vorrebbe il sole e il mare e trova solo nebbia e idroscalo, ma soprattutto la gente, sì, quelli che ogni giorno si domandano che cosa ci stanno a fare in questo schifo di città di M. e poi… ci restano, incollati, imperterriti anzi agguerriti, alla ricerca di un sogno che forse li potrebbe salvare… o forse, invece, uccidere…

“Sai cosa è davvero la città di M.? È una mamma… sì, una mamma dura, amara, che solo qualche volta ti sorride e quando lo fa, tu dici: però, mia mamma, quant’è bella. Ma poi si gira, ha come un oscuro pensiero e torna cupa e fredda e fai fatica a pensare che mai un solo giorno ti ha voluto bene, è tutta presa dalle sue cose, dal suo lavoro, non ha tempo da sprecare nemmeno per i figli… che cos’è un sorriso, mamma? Una mamma che non sorride ai figli è una bastarda! Una pacca sulle spalle come un’elemosina. Mai un abbraccio, mai una coccola, come possiamo crescere così, come abbandonati, come orfani, come persone che stanno sotto un cielo di coltelli…”

da “Qui città di M.”, di Piero Colaprico

RECENSIONE

Teatro.persinsala.it (Serena Zunino)

Qui città di M. è uno spettacolo teatrale scritto da Piero Colaprico, diretto da Serena Sinigaglia e interpretato dalla bravissima ed emozionante Arianna Scommegna, in grado di trasformarsi in sette personaggi diversi.

Alla base della rappresentazione c’è il ritrovamento di due cadaveri, su cui indagano tutti i personaggi, arrivando alla soluzione del caso. Nonostante il tema triste e forte, la storia è gestita in modo brillante e a tratti quasi divertente. In più di un’occasione il pubblico scoppia a ridere fragorosamente. In particolare, genera ilarità il medico della polizia scientifica, accorso sul luogo per procedere con l’autopsia, che trasforma il suo lavoro in un gioco e saltella da una parte all’altra, il tutto scandito con un evidente ed esilarante accento emiliano.

I personaggi sono tutti costruiti nei minimi dettagli, ognuno con le sue inflessioni, le sue caratteristiche fisiche e il suo abbigliamento: si distinguono facilmente l’uno dall’altro e l’attrice dimostra grande abilità nel passare velocemente dal capocantiere con accento bergamasco e la tuta da lavoro, alla poliziotta elegante con origini napoletane ma trapiantata a Milano da sempre.Interessante la costruzione delle scene. All’inizio, l’attrice compone due bare con dei cartoni, le copre con due teli e ci versa sopra della vernice rossa, per richiamare la scena dell’omicidio. Quasi a metà spettacolo ne compone un’altra: prende uno dei due teli e lo appende a un gancio. Il tocco finale arriva con la luce rossa proiettata sul telo. Da notare: è l’attrice, mentre recita la propria parte, a costruire un universo di sensi con il semplice gesto.

Arianna Scommegna, a fine spettacolo, è premiata dal pubblico con una standing ovation e un applauso infinito.

Teatro.it (Francesco Manca)

Una straordinaria Arianna Scommegna ha portato in scena i drammi, le ansie, le contraddizioni della “Città di M”. La giovane attrice ha dato il meglio di sé nella quarta replica sarda dello spettacolo tratto dal testo di Piero Colaprico, per la regia di Serena Sinigaglia. La vicenda tragica (il ritrovamento di due cadaveri in un cantiere) assume caratteri grotteschi, grazie al talentuoso trasformismo di Arianna Scommegna che recita tutti i ruoli del giallo, cambiando insieme al personaggio, i connotati della scena. Un’eccezionale prova di recitazione, con cambi repentini di registro, dal comico al drammatico, per raccontare una storia che, alla fine, è solo terribilmente tragica. Il colpevole del duplice delitto, in effetti, è propria quella città di M, “mamma crudele, incapace di sorridere o di donare una carezza ai propri figli”. Tortolì (OG) Teatro San Francesco 16 ottobre 2008 (per la rassegna Viaggio a Sud).