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Evento speciale presso Istituto Penitenziario di Parma

PROGETTI&TEATRO

TITO ANDRONICO

GIOVEDI’ 8 NOVEMBRE ore 18 e VENERDI’ 9 NOVEMBRE ore 18

con Antonio D., Antonio F., Domenico, Giuseppe, Nicola, Franco, Saverio, Tonino
adattamento drammaturgico e regia Carlo Ferrari e Franca Tragni

Shakespeare ci offre una tragedia lontana dai fasti della sua produzione successiva. Infatti si tratta di una storia cruda, in cui gli uomini si massacrano tra di loro per dominare incontrastati e che non conoscono altro mezzo per dominare all’infuori della violenza. Ed è proprio la violenza il punto su cui dobbiamo soffermarci. Shakespeare non si risparmia nel descrivere scene disturbanti e a volte difficili da concepire. Noi ci abbiamo provato e l’abbiamo concepite forse sopra le righe, ma concepite. Del resto tutto questo è teatro… e quindi che la carneficina abbia inizio, a modo nostro, prima che la verità ci tolga il sonno.

IMPORTANTE:

Prenotazione obbligatoria (solo maggiorenni) entro e non oltre martedì 23 ottobre (posti limitati)

Inviare mail di prenotazione a info.progettieteatro@gmail.com con indicato :
cognome, nome, luogo e data di nascita (in questo ordine) e giorno della prenotazione (8 o 9 novembre). Non saranno accettate prenotazioni mancanti dei dati richiesti. I prenotati dovranno presentarsi il giorno scelto dello spettacolo, presso l’entrata dell’Istituto Penitenziario, strada Burla 57 entro le ore 17.30, portando il solo documento d’ identità (niente cellulari e borse)


Comunicato stampa del Comune di Parma

Tito Andronico. La tragedia delle tragedie al penitenziario. Anche quest’anno presso l’Istituto Penitenziario di Parma, è stato presentato l’esito del laboratorio teatrale, condotto da Carlo Ferrari e Franca Tragni, di Progetti&Teatro, con un gruppo di detenuti del reparto Alta Sicurezza 3 che hanno avuto l’opportunità di seguire il progetto teatrale sostenuto ormai da quattordici anni dal Comune di Parma Assessorato al Welfare. “Questa esperienza rientra nelle azioni che abbiamo messo in atto per portare ad un miglioramento della qualità della vita dei detenuti. Il teatro è uno strumento per restituire un senso di normalità anche a una situazione estrema quale può essere la vita carceraria” – ha commentato l’assessora Laura Rossi.

Lo spettacolo, replicato due volte per gli esterni, ha avuto un’anteprima per i soli detenuti che hanno potuto con entusiasmo e calorosa partecipazione apprezzare il lavoro svolto dai loro compagni. Lo spettacolo, Tito Andronico di William Shakespeare, portato in scena dagli otto detenuti coinvolti nel laboratorio teatrale, è frutto di un intenso lavoro laboratoriale sottolineato da un costante ricerca sulla verità, sulle emozioni, sulle intenzioni e sulle molteplici possibilità esplorative del grottesco e dei tempi comici. Il testo shakespeariano scelto, crudo, cinico e violento, dopo un’attenta analisi cinematografica, è stato oggetto di discussioni e di riflessioni insieme ai detenuti-attori.

Il laboratorio è iniziato con un lavoro individuale sui personaggi, sulle relazioni, per poi andare a coinvolgere l’intero gruppo nell’utilizzo dello spazio scenico e nella gestione della sensibilità dello stare sul palco.
Un lavoro coinvolgente, ricercato e curato nei minimi dettagli, grazie ormai all’impegno e alla professionalità dei partecipanti, alcuni dei quali da anni seguono in maniera costante l’attività teatrale.

RECENSIONE

Gazzetta di Parma (Valeria Ottolenghi)

Tito Andronico La tragedia delle tragedie al penitenziario
Grande successo per lo spettacolo di Tragni e Ferrari con otto detenuti

A sipario chiuso, nella tensione dell’inizio dello spettacolo, si ascolta quella battuta, pronunciata come coro e singolarmente, che nella tragedia shakespeariana appare solo al termine, con Aaron, condannato ad atroce supplizio, che si pente dal profondo del cuore «se mai avesse fatto una buona azione in tutta la sua vita». Una sorta di conclusione rovesciata rispetto alle Morality Plays, con Everyman – ogni uomo in fondo sempre peccatore – che riesce, con le ultime preghiere, a farsi perdonare, la sua anima salva . Diviene quindi una sorta di dichiarazione di poetica quel prologo tanto sconvolgente: un’opera così – stracolma di sangue per delitti, vendette, stupri, mani e teste tagliate – sembra esigere il gioco grottesco, divertito, tra siparietti cantati e un po’ di rap. Ma questo «Tito Andronico» shakesperiano, sottotitolo «La tragedia delle tragedie», realizzato presso l’Istituto Penitenziario di Parma, formidabili protagonisti otto detenuti carichi di magnifica concentrazione, continuo lo slittamento dei ruoli, pochi elementi (parrucche soprattutto) a qualificare la parte, si carica di raffinati spunti metateatrali, con commenti interni allo stesso fare teatro lì sulla scena, mentre si colgono intelligenti citazioni dal film «Titus», regia di Julie Taymor. Ogni aspetto è sedimentato, rielaborato, fatto proprio, con coraggio e divertimento. Perché Franca Tragni e Carlo Ferrari di Progetti&Teatro, presenze preziose per il teatro come registi, interpreti e direttori artistici (sempre eccellenti le scelte a Fontanellato), sanno essere anche straordinari maestri – e la drammaturgia e la messa in scena di questo «Tito» si nutrono insieme delle loro professionalità e delle fondamentali intuizioni degli stessi interpreti. Perfetta la sintesi narrativa, con un narratore/ regista che illustra alcuni passaggi, all’interno anche quella richiesta di mutare registro, entrare più a fondo nell’animo dei protagonisti. Un lavoro denso, stratificato, di straordinario valore a tutti i livelli, il pubblico incantato, lunghissimi gli applausi per gli interpreti e per Carlo Ferrari e Franca Tragni, motivatamente orgogliosi il Direttore Carlo Berdini e l’Assessore ai servizi sociali del Comune di Parma Laura Rossi che ha voluto consegnare ai singoli interpreti un attestato di merito, davvero fondamentali queste collaborazioni per iniziative culturali di tale ricchezza e complessità.