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AMOR VACUI

INTIMITÀ

 

SABATO 19 GENNAIO ore 21

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA AL PREMIO SCENARIO 2017

scrittura condivisa Lorenzo Maragoni, Andrea Bellacicco, Eleonora Panizzo, Andrea Tonin, Michele Ruol
ideazione e regia Lorenzo Maragoni
con Andrea Bellacicco, Eleonora Panizzo, Andrea Tonin
luci Elisa Bortolussi
produzione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale / La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale in collaborazione con Armunia Centro Residenze Artistiche Castiglioncello – Festival Inequilibrio

“Tre attori impegnati in monologhi che non riescono a farsi dialogo, per raccontare un universo di relazioni sentimentali e generazionali bloccato nella coazione a ripetere, come riflesso di un disagio che trova nell’ironia il viatico per una ricerca pressante di attenzione. Un testo irresistibile cui giova la presenza scanzonata di attori affiatati ed efficaci”

Intimità è un discorso, un’analisi, uno spettacolo, intorno alla nostra tendenza a ripetere, nelle relazioni, gli stessi schemi di comportamento. Tre attori cercano di parlarne, in modo a un tempo pubblico e privato: perché le mie relazioni non riescono a durare? Perché in una coppia mi sembra di annullare me stesso? Perché sono sei mesi che non facciamo sesso, amore mio? Forse il teatro è il luogo giusto per esplorare queste dinamiche, al microscopio e al rallentatore:
gli attori, con il pubblico ogni sera diverso e ogni sera uguale, cercano loro stessi l’accesso a questa dimensione segreta, opposta alle nostre ripetizioni, opposta alla solitudine, al narcisismo, alla distanza, alla formalità: l’intimità. Attori e pubblico non sanno niente gli uni degli altri, eppure sono entrambi lì, a cercare con determinazione e amore di costruire una relazione di reciproco ascolto, che ci accompagni anche e soprattutto fuori dal teatro, che entri in risonanza con le
relazioni con le persone importanti per noi, con i nostri amici, con le nostre famiglie, con le nostre comunità di riferimento. Questo spettacolo, attraverso una storia forse d’amore tra attori e pubblico, vuole esplorare la ricerca di un equilibrio tra le reciproche disponibilità a lasciarsi comprendere, sorprendere, ascoltare. Vuole essere un contesto sperimentale in cui confrontarci con la nostra disponibilità ad essere o non essere: in intimità.

LA COMPAGNIA

Amor Vacui è una compagnia indipendente under 35 con base a Padova. Produce spettacoli originali attraverso una di scrittura di scena in cui sono contemporanei drammaturgia, regia e lavoro degli attori.
Tra le produzioni della compagnia This is the only level (2012), Domani mi alzo presto (2016) e Intimità (2018). Tra i progetti speciali le tre stagioni da quattro episodi l’una della serie teatrale Universerìe, prodotta dal Teatro Stabile del Veneto (2016-18), e il progetto site specific Nella valle delle terrazze sospese, prodotto da Bassano OperaEstate Festival (2017). La compagnia ha vinto il Premio Off #3 del Teatro Stabile del Veneto (2012), il Premio del pubblico al CrashTestFestival (2015), ed è stata finalista al Premio Argot-Off di Roma (2012), al Festival della Resistenza di Gattatico (2013), e al Festival Direction Under 30 del Teatro Sociale
di Gualtieri (2014) con This is the only level; ha ricevuto una menzione speciale al Premio Giovani Realtà del Teatro dell’Accademia Nico Pepe di Udine (2015) per Domani mi alzo presto e ha ricevuto una menzione speciale al Premio Scenario (2017) per il primo studio di Intimità.

Giuria del Premio Scenario 2017:

«Tre attori impegnati in monologhi che non riescono a farsi dialogo, per raccontare un universo di relazioni sentimentali e generazionali bloccato nella coazione a ripetere, come riflesso di un disagio che trova nell’ironia il viatico per una ricerca pressante di attenzione. Un testo irresistibile cui giova la presenza scanzonata di attori affiatati ed efficaci»

RECENSIONE
L’amore e il sesso sono fonte di dubbi e di domande sovente senza risposta. La sfera privata si trova impreparata a rispecchiarsi nel sociale e la dimensione pubblica non riesce a recepire mutamenti. Qualche tentativo per uscire dall’impasse bisogna pur farlo, per non ripetere errori e reiterare schemi di comportamento. In questo campo non si cresce, si sbaglia da giovani, da adulti e purtroppo anche da vecchi. Fortunatamente il teatro viene in soccorso come luogo ideale per vuotare il sacco, per mettersi finalmente a nudo di fronte a un pubblico chiamato a essere testimone e complice di confessioni più o meno imbarazzanti. Questa la bella idea che è alla base di Intimità, lo spumeggiante spettacolo che vede tre giovani interpreti – che, per l’occasione e giustamente, si presentano alla ribalta in mutande -decisi a non tenersi dentro niente, sinceramente protesi a trovare risposte alle loro domande, a fissare un minimo di certezze da cui ripartire per andare oltre. Ovvio che, per quanto ce la mettano tutta, girano a vuoto, si ritrovano sempre allo stesso punto e prende corpo il fondato sospetto che sia tutta fatica sprecata: noi umani siamo refrattari al mutamento delle pulsioni del cuore e di altro. Ottimo il ritmo impresso alle battute, efficaci le fondamentali pause, la rappresentazione si affida a una leggerezza di scrittura – opera di dieci mani, che fortunatamente non hanno strafatto – e a un’ironia che deve molto al mondo del fumetto e trova forza nella simpatia dei protagonisti, nella loro capacità di catturare il pubblico divertendolo in maniera affatto banale. Inizia alla grande, in maniera scoppiettante, continua in un tono un po’ più contenuto ma l’impegno e la concentrazione degli attori è tale da reggere bene per l’intero spettacolo.
HYSTRIO 3/2018 di Nicola Viesti