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PROGETTO G. G.

VALENTINA VUOLE – Piccola narrazione per attrici e pupazzi

 

DOMENICA 4 MARZO ore 16.00
A PARTIRE DAI 4 ANNI, Durata 50 minuti

spettacolo finalista In-Box Verde 2018

con Consuelo Ghiretti e Francesca Grisenti
pupazzi Ilaria Commisso
scene e luci Donatello Galloni
decorazioni Emanuela Savi
coproduzione Associazione Ca’ Rossa

“Questo spettacolo voleva dire che non sempre bisogna volere tutto. Poi secondo me la mamma ha fatto un errore: l’errore era che rispondeva sempre sì a Valentina, e allora lei faceva così”

Simone, 7 anni

 

È sera, Alice deve andare a dormire ma non ne ha voglia. È troppo grande per avere sonno a quell’ora, ma piccola per uscire da sola. E così giocando la nostra giovane protagonista entra nel mondo dei suoi sogni e della sua fantasia dove il Cappellaio Matto e lo Stregatto l’attendono impazienti per iniziare il loro “lavoro”… Sono essi infatti gli artifici dei sogni di Alice, e con il “copione” in mano inscenano il suo contenuto, catapultando la giovane protagonista in un mondo imprevedibile e cangiante, un mondo che non sta mai fermo e che le appare pressoché incomprensibile. Fra immaginazione e realtà lo spettacolo ruota attorno alle trasformazioni di una “scatola”, la scenografia, che rivela spazi e atmosfere multiformi davanti agli occhi dei giovani spettatori: un gioco, che, nell’atto stesso di mostrare ironicamente le “finzioni” del teatro, crea le cornici tra sogno e coscienza delle avventure di Alice.

VALENTINA VUOLE nasce da un progetto di ricerca teatrale che ha voluto indagare il tema delle regole e della libertà.
Il progetto ha portato alla realizzazione di laboratori teatrali rivolti ai bambini dai 3 agli 8 anni, che ci hanno permesso di guardare al mondo delle regole e al delicato rapporto tra grandi e piccoli attorno al senso di libertà.Abbiamo ascoltato quello che i bambini hanno da dire, abbiamo guardato il loro punto di vista, ricercando nel loro immaginario le tante soluzioni possibili. E come sempre lo sguardo attento dei bambini ci ha suggerito risposte.

Il progetto ci ha condotto a lavorare con le mamme e i papà, attraverso un percorso laboratoriale che ha permesso di indagare, all’interno del mondo genitoriale, i temi affrontati con i bambini. Tutti i materiali raccolti ci hanno portato alla messa in forma dello spettacolo: una favola di grandi e di piccoli. Di paura e di coraggio. Dell’importanza dell’ascoltare e del guardare davvero negli occhi. Una favola di quello che i bambini ci hanno raccontato a proposito della libertà.

 

RECENSIONE

“ Valentina vuole”, piccola narrazione per attrici e pupazzi, è stato il primo delizioso spettacolo per ragazzi di un inedito duo, formato da Consuelo Ghiretti e Francesca Grisenti, attrici animatrici provenienti da esperienze diverse, con i pupazzi di Ilaria Commisso e le scene di Donatello Galloni.

Al centro dello spettacolo vi è Valentina, Valentina è una bambina che sta crescendo, la mamma come tutte le mamme la coccola, ha sempre paura che le possa succedere qualcosa, per ciò la tiene chiusa in casa concedendole nel medesimo tempo tutto ciò che lei desidera. Valentina così è diventata una bambina insopportabile e, in questo modo, la sua mamma non riesce più a contenerla, anche perchè, come detto, le concede tutti i desideri che la piccola peste le chiede, financo un gruppo numeroso di uccelli di tutte le forme e dimensioni. Ma Valentina sotto questa maschera nasconde tutte le fragilità che ogni bambina della sua età possiede.
Finchè, finchè, una notte, le appare in sogno l’unico uccello che non possiede, “l’uccello che parla “, il quale, finalmente, gioca con lei, guardandola per la prima volta negli occhi. Passata la notte, Valentina cerca subito il suo amico, ma ovviamente non lo trova. La mamma per la prima volta, come è logico, non riesce ad accontentarla, così la bambina finalmente esce all’aperto e fugge di casa viaggiando per il mondo alla sua ricerca. Viaggia, viaggia per il mondo Valentina per scoprire dove vive il suo amico e viaggiando viaggiando, diventa grande, conoscendo cose che non avrebbe mai potuto immaginare potessero esistere. E alla fine troverà l’uccello che parla là dove era partita, nella casa in cui per troppo tempo era rimasta chiusa, a covare la sua rabbia che ora finalmente si è dissolta nell’aria. Lo spettacolo, in una scenografia dominata da una grande casa piena di finestre, da cui occhieggia spesso Valentina insieme ad uccelli di ogni tipo e da una piccola porta, utilizzando pupazzi mossi a vista, parla al pubblico di riferimento, in modo poetico, di rabbia, di libertà, di coraggio e di crescita. Forse, essendo al debutto, ci sono ancora troppe parole e alcuni tempi da riregistrare, ma “ Valentina vuole” ci è sembrata una creazione originale e proposta con cura.

Mario Bianchi

Eolo – rivista on line di Teatro Ragazzi