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COMPAGNIA RODISIO

IL LUPO E LA CAPRA
Storia di due ribelli inconsapevoli e quindi di un’utopia

IN SCENA DOMENICA 10 NOVEMBRE alle ore 16 – domenicAteatro

Premio EOLO Miglior Spettacolo Teatro Ragazzi Italiano
liberamente ispirato a Una notte di temporale di Y. Kimura
di e con Davide Doro e Manuela Capece
musiche originali di Enrico Fava
scene e costumi Compagnia Rodisio

“E’ la storia di un lupo e di una capra, nemici nell’immaginario comune, che per caso si incontrano, in una notte senza luna, non si riconoscono e si scoprono più vicini di quanto si possa credere. È la storia di due che, inconsapevolmente, sfidano quella logica che dice che le cose sono sempre andate così e quindi non c’è motivo di cambiarle.”

Due ribelli dunque. Oppure, solo due che si incontrano, lontani da casa, dalla loro sicurezza e da quello che ognuno crede di essere. Come due pionieri di un luogo nuovo sono obbligati ad una nuova curiosità, e per questo messi alla prova.

E allora, come la capra può scoprire di essere coraggiosa, così il lupo può avere paura. Ma non è detto che andrà così. Forse ognuno rimarrà ancorato alla propria comoda certezza e niente cambierà. Il lupo mangerà la capra? La capra avrà paura e istintivamente fuggirà? Il ricordo della notte appena trascorsa prevarrà sull’abitudine? Noi crediamo in una piccola utopia. E, come il lupo e la capra, ci troviamo al buio, senza sapere cosa accadrà.

La storia del lupo e della capra è ispirato ad In una notte di temporale di Y. Kimura, autore giapponese tradotto in tutto il mondo che si è imposto con questo piccolo racconto nel panorama della narrativa per ragazzi. In una notte di temporale ha vinto numerosi premi, tra cui, in Italia, il Premio Nazionale Libro per l’Ambiente 1999, conferito da Legambiente. E’ stato inoltre scelto come testo di studio per le scuole elementari dal Ministero della Pubblica Istruzione Giapponese. Il racconto offre uno spunto importante per una riflessione sulla diversità e sul superamento dei luoghi comuni. Si parla di incontri impossibili, di situazioni comunemente percepite come irrealizzabili, e si lavora sulla possibilità semplice e concreta dell’accettazione, scardinando l’abitudine e gli stereotipi collettivi.

L’utopia da costruzione assurda e impossibile si fa piccola, semplice, concreta e quotidiana. Ovviamente una contraddizione in termini. Ed è per questo che è da inseguire. La faticosa utopia di una soluzione da trovare L’idea di “far da soli” ha accompagnato tutto il lavoro di ricerca con i bambini dai 4 ai 7 anni.
Il percorso metteva chiaramente in difficoltà bambini sempre più abituati, fin da piccolissimi, a ricevere stimoli sotto forma di piatti pronti dove tutto è fatto e finito, dove lo sforzo è minimo, e il risultato è pressoché garantito.

L’obiettivo di inventare, scoprire, partecipare alla costruzione del finale della storia, ha richiesto un percorso fatto di ostacoli da superare, luoghi comuni da sbriciolare. Abbiamo cercato il lupo e la capra da più parti, in strade diverse. Abbiamo prima di tutto raccontato, servendoci solo delle parole spogliate da oggetti e movimenti, seduti su due sedie contrapposte, portando i bambini ad una posizione netta, a volte scomoda. Piccoli passi verso l’utopia. Abbiamo cercato il lupo e la capra, costruendoli dal nulla, con materiali grezzi, non narrativi e difficilmente accostabili fra loro (carta, ferro, legno, plastica, gomma, stoffa, latta…).

I bambini dovevano innanzi tutto scegliere, poi inventare, strappare, incollare e soprattutto dovevano farlo da soli. Si è arrivati ad ottenere un’installazione composta da vere e proprie sculture che non rappresentavano, bensì erano il lupo e la capra, faticosamente costruiti. Sempre più difficile, perché il piatto servito non è pronto, non è finito. Ora ci sono gli ingredienti, sono lì sul tavolo a disposizione di un ulteriore passo da fare, di un’altra fatica da accettare. Cosa succederà il giorno dopo?

Dobbiamo scegliere ancora, magari solo scegliere di copiare gli altri, di imitare chi è più sicuro e ha già trovato una soluzione. Siamo buoni, siamo cattivi, ci diamo una possibilità, qual è la possibilità?

COMPAGNIA RODISIO

Manuela Capece e Davide Doro, attori, autori e registi che lavorano insieme dal 1997, fondano la compagnia rodisio nel 2005. Da allora porta avanti il suo lavoro in Italia e all’estero, produce spettacoli per bambini e per tutti, cura e progetta percorsi di ricerca e di formazione per bambini, ragazzi e adulti. I suoi spettacoli sono tradotti in 10 lingue, francese, inglese, spagnolo, portoghese, catalano, greco, russo, tedesco, danese e giapponese. La compagnia rodisio ha prodotto i suoi spettacoli, oltre che in Italia, in Inghilterra, Giappone, Russia, Danimarca e Liechtenstein. Il suo linguaggio scenico si nutre di quotidianità, per farne emergere gli aspetti più sorprendenti, parlando sempre con ironia e leggerezza. Insegue, con passione, un’idea di apertura e condivisione e cerca la sua crescita nel viaggio e nel contatto con lingue, culture e pubblici differenti.

Alla base della poetica della compagnia rodisio ci sono la ricerca, la rielaborazione e la composizione di materiali raccolti nel corso di laboratori con i bambini, condotti da anni in Italia e all’estero, a scuola e nei teatri. E’ proprio da immagini, parole, idee e stimoli che emergono durante questo tipo di lavoro che la compagnia elabora successivamente i propri spettacoli. L’attività teatrale fatta con i bambini diventa dunque momento fondamentale ed imprescindibile nel processo creativo che genera gli spettacoli. La compagnia rodisio prende il suo nome dal rodizio, un tipico sistema di ristorazione sudamericano. Il rodizio è un luogo in cui ci s’incontra, ci si siede insieme intorno ad una tavola apparecchiata semplicemente e si trascorre la serata assaggiando a rotazione piccole porzioni della cucina locale, fino a che non si è sazi. Si continua finché ce n’è.