PRENOTA SUBITO

COMPILA IL FORM

TEATRO STABILE DI BOLZANO

IN NOME DEL PADRE

IN SCENA SABATO 29 FEBBRAIO alle ore 21:00

di e con Mario Perrotta
consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati
collaborazione alla regia Paola Roscioli
aiuto regia Donatella Allegro
musiche Giuseppe Bonomo, Mario Perrotta
allestimento tecnico Emanuele Roma, Giacomo Gibertoni
costumi Sabrina Beretta
foto Luigi Burroni
organizzazione Permàr in collaborazione con DUEL

Un padre. Uno e trino. Niente di trascendentale: nel corpo di un solo attore tre padri diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa. Sulla scena li sorprendiamo ridicoli, in piena crisi di fronte al “mestiere più difficile del mondo”. I figli adolescenti sono gli interlocutori disconnessi di altrettanti dialoghi mancati.

Interamente scritto e diretto da Perrotta, In nome del padre nasce da un intenso confronto con lo psicanalista Massimo Recalcati, che alle relazioni familiari ha dedicato gran parte del suo lavoro. Un padre. Uno e trino. Niente di trascendentale: nel corpo di un solo attore tre padri diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa. Sulla scena li sorprendiamo ridicoli, in piena crisi di fronte al “mestiere più difficile del mondo”. I figli adolescenti sono gli interlocutori disconnessi di altrettanti dialoghi mancati, l’orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, si ritrovano nudi, con le labbra rotte, circondati dal silenzio. E forse proprio nel silenzio potranno trovare cittadinanza le ragioni dei figli.
Mario Perrotta

Il nostro tempo è il tempo del tramonto dei padri. Ogni esercizio dell’autorità è vissuto con sospetto e bandito come sopruso ingiustificato. I padri smarriti si confondono coi figli: giocano agli stessi giochi, parlano lo stesso linguaggio, si vestono allo stesso modo. La differenza simbolica tra le generazioni collassa. Il linguaggio dell’arte – e in questo progetto di Mario Perrotta che ho scelto di accompagnare, il linguaggio del teatro – può dare un contributo essenziale per cogliere sia l’evaporazione della figura tradizionale della paternità, sia il difficile transito verso un’altra immagine, più vulnerabile ma più umana, di padre.
Massimo Recalcati

RECENSIONI

Corriere della Sera – Franco Cordelli
Perrotta è straordinario nel mutare accenti (parlate regionali, padane, siciliane e napoletane) e nel trasmettere nei movimenti delle mani le ansie di impossibile dominio della realtà dei suoi protagonisti.
Il Sole 24 Ore – Renato Palazzi
Nel nuovo spettacolo dedicato al rapporto tra padri e figli, Perrotta si pone spietati interrogativi su questa figura nella nostra società. È bravissimo, come sempre, nell’evocare una piccola umanità, e si pone di fronte al problema con estrema serietà, il che non sfugge al pubblico. L’argomento è cruciale e fare del teatro il luogo in cui portarlo alla luce è un atto di coraggio.

La Repubblica, Robinson – Anna Bandettini
Massimo Recalcati dice che il nostro tempo è il tempo dell’evaporazione del padre e di tutti i suoi simboli. Le sue riflessioni hanno ispirato Mario Perrotta, drammaturgo, regista, attore che ha sempre avuto uno sguardo attento sul presente. Una prova di resistenza fisica, di capacità espressiva e credibilità psicologica dell’attore.

Corriere della Sera – Magda Poli Perrotta
solo nel vuoto del palcoscenico, fa vivere tre padri colti da un eguale smarrimento. Perrotta è bravo nel dare voce anche a chi non ne ha, [ai] figli che arrivano indirettamente sul palco con la loro carica dirompente che uccide ogni certezza e luogo comune.

Delteatro – Maria Grazia Gregori
Una possibile rilettura della trinità familiare – padre, madre, figlio/figlia – per il nuovo spettacolo di Mario Perrotta, un assolo colmo di tensione che lo vede dare voce a tre padri. Perrotta è solo nell’ampio spazio del teatro che riempie con la sua fisicità e la sua bravura.

Hystrio – Fausto Malcovati
Perrotta mette in scena tre padri a colloquio con i rispettivi figli: con grande talento alterna le tre voci con indiscutibile bravura, gioca sui diversi registri con una magnifica inventiva […] per sondare il mestiere di padre che, a detta di Recalcati, ha perso i connotati rassicuranti che aveva.

Controscena – Enrico Fiore Preziosa
s’è rivelata la consulenza di uno studioso del calibro di Massimo Recalcati. E ne è venuto fuori un monologo, insieme intelligente e intrigante.

Sipario – Gigi Giacobbe
Gli è sufficiente indossare una giacca o un giubbino per diversificare bene i tre personaggi, sofferenti tutti e tre della stessa malattia di vivere pessimi rapporti con i figli adolescenti, argomenti che in maniera portentosa Perrotta porta in scena.

PaneAcquaCulture – Laura Bevione
Le tre personalità maschili sono incarnate da Perrotta con disinvolta e fluida adesione, riuscendo a conquistare un mirabile equilibrio fra personificazione e distacco critico.

Teatro e Critica – Sergio Lo Gatto
Perrotta riempie la dimensione iconografica della figura paterna con un afflato tangibile, un’energia pulsante alimentata da un sottilissimo confronto con lo sguardo dello spettatore.

PaneAcquaCulture – Renzo Francabandera
In scena è impossibile non seguire il ritmo dell’attore, che qui, come in quasi tutti i lavori di Perrotta, viene prima e davanti a tutto, uno fra i pochi “solisti” del teatro italiano a non essersi fermato su un modulo “comodo”.

Gazzetta di Parma – Valeria Ottolenghi
Testo e recitazione costituiscono un insieme perfetto per questa ultima coinvolgente creazione. Tanti i possibili rispecchiamenti anche solo parziali, molti i passaggi carichi di commozione anche per il pubblico.